L'aula della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti è diventata, nella notte italiana, il teatro di una delle sfide politiche più aperte e frontali all'autorità di Donald Trump dall'inizio del suo secondo mandato. Con un voto che ha scosso le fondamenta del Partito Repubblicano, è stata approvata una risoluzione per revocare i dazi del 25% imposti dal tycoon su tutti i beni provenienti dal Canada. Un atto che la stampa internazionale, dal Financial Times al New York Times, non esita a definire un vero e proprio "schiaffo" al Presidente, inferto proprio mentre la tensione diplomatica con Ottawa raggiungeva il punto di rottura. Il conteggio finale, 219 voti favorevoli contro 211 contrari, racconta solo parte della storia. Il dato politico dirompente è la partecipazione di sei esponenti repubblicani che hanno deciso di rompere i ranghi, sfidando apertamente le minacce di ritorsione elettorale lanciate dal tycoon via social. Questi "ribelli" (Don Bacon, Dan Newhouse, Brian Fitzpatrick, Lori Chavez-DeRemer, Mike Lawler e Juan Ciscomani) hanno scelto di dare priorità alla stabilità economica dei propri distretti piuttosto che alla fedeltà ideologica, segnalando una profonda crepa nel muro di contenimento conservatore.
Usa, Trump battuto alla Camera sui dazi al Canada: rivolta tra i Repubblicani
L'aula della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti è diventata, nella notte italiana, il teatro di una delle sfide politiche pi&ugrav...










