PERUGIA – Proteste e lacrime accolgono la sentenza dell'appello bis per la tragedia dell’hotel Rigopiano, travolto da una slavina il 18 gennaio del 2017. È il quarto verdetto in nove anni. Le vittime dell'hotel di Farindola furono 29 dei 41 tra ospiti e personale. La Corte d’appello di Perugia, presidente Paolo Micheli, ha deciso la condanna a 2 anni, con rito abbreviato, per disastro colposo, per Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Per i tre sono invece prescritti i reati di omicidio e lesioni colposi. Sono dirigenti e funzionari del servizio di Protezione civile regionale dell’Abruzzo. Gli altri tre funzionari Carlo Giovani, Sabatino Belmaggio e Emidio Primavera sono stati assolti.

Polemiche a fine udienza, dopo dieci ore di camera di consiglio nel tribunale di Perugia quando arriva anche l’assoluzione per l'ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi. “Mio figlio è morto e il sindaco non paga nulla. Mio figlio lo piango io, non voi”, ha urlato in aula la mamma di Stefano Feniello, morto a 28 anni nell’hotel di Rigopiano. Assolto il tecnico comunale Enrico Colangeli e non luogo a procedere per i due tecnici della Provincia di Pescara Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio. Erano tutti accusati di omicidio colposo e il reato è già in prescrizione.