Un aumento del 154% dei disturbi depressivi tra le persone accompagnate dalla rete Caritas nell'ultimo decennio.
Un disagio mentale che, nell'80% dei casi, si intreccia con condizioni di povertà materiale, relazionale e sociale. E forti disuguaglianze territoriali nell'accesso ai servizi di salute mentale, aggravate dal definanziamento e dall'indebolimento dei presìdi territoriali. Sono alcuni dei dati emersi oggi durante la presentazione a Roma del Rapporto "Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati", promosso da Caritas Italiana in collaborazione con la Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia, in occasione della Giornata mondiale del malato.
In particolare, il Rapporto evidenzia un peggioramento strutturale della salute mentale, con effetti particolarmente evidenti sulle giovani generazioni, sulle donne, sulle persone con esperienza migratoria. Ed è soprattutto la pandemia da Covid-19 che ha agito da fattore accelerante, rendendo più visibili fragilità già presenti e determinando un diffuso peggioramento del benessere psicologico, in particolare tra i giovani e le donne, con un aumento significativo di sintomi ansiosi, depressivi e di disagio emotivo.






