Le sagome di due buchi neri che ruotano, avvicinandosi fino a collidere, e lo spaziotempo che incurvandosi in corrispondenza della Sardegna porta in primo piano l'ex miniera di Sos Enattos, dove l'Italia si è candidata a ospitare il futuro e più avanzato rivelatore di onde gravitazionali, l'Einstein Telescope: sulla cupola del Planetario di Roma immagini spettacolari racconteranno, in serata, la storia che va dalla scoperta delle onde gravitazionali, il cui annuncio si celebra oggi, al futuro delle ricerche sull'universo.Il video dal titolo "Einstein Telescope. Listening to the universe beyond the stars", è prodotto con il supporto di Sardegna Ricerche in collaborazione con Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, European Gravitational Observatory e Istituto Nazionale di Astrofisica. Realizzato da Virtual Immersion in Science in collaborazione di Telesardegna, il video sarà proiettato in anteprima, mentre i protagonisti della ricerca in questo settore si confronteranno sul futuro della ricerca in questo campo.

Video Onde gravitazionali, con l'Einstein Telescope per spingersi piu' lontano

"Quella delle onde gravitazionali è una storia, anzi un'impresa, lunga, difficile e bellissima", anticipa all'ANSA Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. E' una storia "iniziata oltre cento anni fa, con una teoria di Einstein inizialmente reputata inverificabile, e ha cominciato a prendere forma cinquant'anni dopo, quando il progresso tecnologico ha reso possibile immaginare e realizzare strumenti capaci di osservare le increspature dello spaziotempo". Zoccoli osserva inoltre che, grazie all'eredità di Edoardo Amaldi, "oggi il nostro Paese dispone delle competenze scientifiche, tecnologiche e industriali per affrontare la prossima grande sfida: Einstein Telescope".Roberto Ragazzoni, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, anticipa che "a dieci anni dalla prima rivelazione di onde gravitazionali, abbiamo a disposizione un nuovo cielo da esplorare, che nei prossimi anni promette di svelarci un universo sconosciuto. L'incrocio di questo nuovo cielo con quello già noto ha dato origine alla cosiddetta astronomia multimessaggera, verso cui si orientano le principali attività nella costruzione di infrastrutture dell'Inaf". Oggi, prosegue, "scorgiamo appena le sorgenti più brillanti e stiamo lavorando nell'ambito di collaborazioni nazionali e internazionali per realizzare un nuovo, avanzatissimo cannocchiale di Galileo, ossia l'Einstein Telescope da terra e Lisa dallo spazio, che ci permetta di svelare compiutamente un universo precluso fino a due lustri orsono".