Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 15:05
di Enza Plotino
Questi sono i nostri figli. Ragazzi e ragazze che in questo odierno deserto di opportunità, lavoro dignitoso e ascensore sociale funzionante, diventano i nuovi schiavi, circuìti dalla politica tossica del governo che spaccia la precarietà per modernità e lo sfruttamento per libertà digitale, spesso attraverso spot discutibili. Un meccanismo ignobile in cui sono finiti, i nostri figli, ma anche quegli immigrati che si vogliono delinquenti e disonesti ma che, al contrario, con il loro lavoro di schiavi, con paghe “sotto la soglia di povertà” contribuiscono alla consegna a domicilio di cibo e bevande ordinate per il tramite di piattaforme ed applicazioni web.
A scoperchiare e fare luce su questo far west, la Procura di Milano ha posto sotto controllo giudiziario Foodinho, società del gruppo Glovo – nientepopodimeno che – per caporalato. Nella avveniristica Milano, quella delle Olimpiadi per intenderci – ma purtroppo abbiamo sentore che succeda in tutta Italia – secondo alcuni accertamenti ai rider, che in Italia sono circa 40mila, sarebbero state corrisposte paghe “sotto la soglia di povertà” e dunque ci sarebbe uno sfruttamento del lavoro. Il 75% dei ciclofattorini esaminati risulterebbe sotto la soglia di povertà, con uno scostamento medio di circa 5.000 euro lordi all’anno.






