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11 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:01

La prima frenata è arrivata dall’ufficio presidenziale: “Se i russi uccidono ogni giorno, come possiamo annunciare o prendere seriamente in considerazione le elezioni nelle prossime settimane? Nessuno è contrario alle elezioni, ma deve esserci sicurezza“. E’ la risposta affidata dallo staff di Volodymyr Zelensky ai quotidiani che chiedevano un commento all’articolo del Financial Times secondo cui il presidente ucraino il 24 febbraio, anniversario dell’inizio dell’invasione, sarebbe intenzionato a indire per il 15 maggio un referendum sul futuro accordo di pace con la Russia e le elezioni.

L’ufficio presidenziale non è l’unico ad avere dubbi. Olga Aivazovska, presidente della rete civica OPORA e membro del gruppo di lavoro per la preparazione delle leggi sullo svolgimento delle elezioni durante la guerra, ha bocciato l’idea: “Fare qualsiasi dichiarazione politica sulle elezioni il 24 febbraio significa capire appieno lo stato d’animo della società ucraina e il trauma legato a quella data”, premette in un post su Facebook. Per poi illustrare i suoi dubbi sulla fattibilità tecnica del tutto: “I lavori del gruppo per la stesura della legislazione per le prime elezioni prebelliche sono in corso, ma c’è un’intesa che debbano passare almeno sei mesi dalla fine della legge marziale e l’inizio della campagna elettorale. Più si discute sugli articoli e le disposizioni della legge elettorale, più si comprende che anche questi termini sono molto ottimistici“.