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Un gruppo esalta l’attentato alla rete ferroviaria di Pescara. Sabato il ritrovo di eversivi e No Tav
Gli anarchici tornano in Valsusa. L'appuntamento è previsto per questo sabato e lo scopo ufficiale della protesta risiederebbe nella ribellione contro la presenza di presunti militari israeliani in zona, anche se sembra si tratti di semplici cittadini israeliani.
Ma per questo No Tav e Askatasuna, accompagnati da sigle di analoga matrice, dopo essere rimasti «orfani» di Torino, tornano nel luogo di origine. Un posto che definiscono «terra di lotta contro la militarizzazione e la repressione. Non accetta di spazio di decompressione per chi ha le mani sporche di sangue. Non accettiamo che il nostro territorio venga sfruttato per lavare coscienze e dividere». Il tutto al grido di «Fuori i sionisti dai nostri territori. Fuori i sionisti dalla Palestina. Val di Susa solidale con la Resistenza palestinese», in un mix di anarco-insurrezionalisti e finti pro Pal che hanno devastato sabato 31 gennaio il capoluogo piemontese ferendo oltre cento agenti.






