Il 2026 si profila come un anno di svolta per l’Unione europea nella sua strategia verso l’economia circolare. Dopo anni di piani, consultazioni pubbliche e pacchetti di misure, la Commissione europea si appresta a presentare il Circular Economy Act, un quadro normativo organico destinato a consolidare e potenziare la transizione circolare in tutti i settori dell’economia del Vecchio Continente.

L’obiettivo è stimolare investimenti e competitività

L’obiettivo generale è chiaro: superare l’approccio frammentato che ha caratterizzato finora le politiche circolari e creare un contesto regolatorio unitario e coerente, in grado di stimolare investimenti, innovazione e competitività. La proposta di legge messa a punto da Bruxelles mira a rafforzare la sicurezza economica, la resilienza e la competitività e a ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche.

Al centro del Circular Economy Act c’è l’idea di un mercato unico per le materie prime seconde, ovvero quei materiali recuperati dai processi di riciclo che possono essere riutilizzati nella produzione industriale. Questo mercato è attualmente frammentato dal punto di vista normativo, con regole diverse tra Stati membri e ostacoli all’uso e alla circolazione dei materiali riciclati. Un quadro legislativo organico dovrebbe superare queste barriere, semplificando criteri e procedure e rendendo più facile per imprese e investitori operare su scala europea. La proposta legislativa, che la Commissione ha messo in consultazione pubblica fino allo scorso novembre, ha raccolto input da aziende, associazioni industriali e organizzazioni della società civile proprio su questo punto: l’urgenza di armonizzare le regole per aumentare la disponibilità di materiali riciclati di alta qualità e creare economie di scala.