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Per la quarta volta al Festival, nella serata delle cover canterà con Alfa "En e Xanax" di Samuele Bersani

Se c'è un cantastorie che va dritto per la propria strada è Enrico Nigiotti, ecco, il livornese con l'accento più verace in circolazione e uno dei pochi che sia riuscito a fare delle propria musica e della propria vita due vasi comunicanti nel momento giusto. "Sono un uomo e provo a non tradire quello che sento".

A trentotto anni arriva a Sanremo per la quarta volta con un brano a sé stante, si potrebbe dire "nigiottesco" non foss'altro che per l'accento e l'inconfondibile costruzione metrica. Si intitola Ogni volta che non so volare, sfrutta la forza di una mancanza (non c'è un vero e proprio ritornello) e vince il confronto con le attese. Spieghiamoci. Nell'epoca in cui tanti esibiscono una forma di ostentata o agognata onnipotenza, lui canta "le discese ardite e le risalite", le fragilità di ciascuno di noi nel rapporto con le persone che ama. Insomma, cadere è umano, rialzarsi è merito dell'amore.