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Pellegrino e le ragazze nelle retrovie, Goggia cade. Oggi occhi su Franzoni, Paris e le due fenomene

Nicol Monsorno ha la voce rotta perché non aveva capito l'orario della convocazione e ha rischiato di non arrivare in tempo alla sua batteria di qualifica nella sprint di Fondo. Ci ha provato Caterina Ganz che gareggiava in casa «e c'erano tutti a vedermi». Iris De Martin, alla prima olimpiade dice, un poco per autoconvincersi, che ci saranno altre occasioni. Ieri gli sci sottili sul lago di Tesero non sono stati azzurri: la Svezia è donna con un terzetto da podio (Svhan, Sundling e Dahlqvist). Un tempo bigio, una neve che si smolla batteria dopo batteria: il parterre incita i nostri. Ci sono Giovanni Malagò, Flavio Roda, Silvio Fauner cui è tornato (in parte) il sorriso dopo l'affaire tedofori e c'è pure Mauro Corona, l'unico, insieme agli atleti a restare in maglietta. Loro sotto la tuta niente, tranne il cardiofrequenzimetro.