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Il ministro: "Li riconosceremo dai frutti". Oggi il voto di fiducia alla Camera

da Roma

«Io mi occupo solo di generali ancora in attività, gli altri non mi riguardano». All'ennesima domanda su Roberto Vannacci e la fronda del suo sparuto manipolo di deputati al decreto Ucraina, Guido Crosetto sorride, si morde la lingua e imbocca il corridoio laterale del Transatlantico diretto all'uscita della Camera. In Aula, il ministro della Difesa ha appena posto la questione di fiducia sul provvedimento che proroga per tutto il 2026 l'invio di aiuti e mezzi militari a Kiev, una mossa sollecitata dalla Lega per blindare i suoi, ma che secondo Crosetto serve anche a «fare chiarezza dentro la maggioranza». Una sorta di redde rationem dopo che i tre deputati vannacciani - l'ex di Fdi Emanuele Pozzolo e gli ex leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello - hanno deciso di presentare un emendamento per sopprimere l'articolo 1 del decreto Ucraina. Emendamento che con la fiducia - la prima sul decreto Ucraina - decade, con lo scontro che oggi si sposterà dunque sugli ordini del giorno. I tre presentati dai parlamentari che hanno aderito a Futuro nazionale di Vannacci e quelli di M5s e Avs, tutti - ovviamente con sfumature diverse - a sostegno dello stop all'invio di forniture militari a Kiev.