Ancora amato (e rimpianto) a destra, da sempre rispettato a sinistra. A ventisette anni dalla sua scomparsa Giuseppe Tatarella, detto Pinuccio, vicepremier e ministro delle Poste e delle telecomunicazioni nel primo governo Berlusconi, deputato per sei legislature prima del Movimento sociale italiano e poi di Alleanza nazionale, fondatore e direttore di giornali e riviste, non è stato dimenticato né dal suo mondo né da chi stava nel campo avverso. Ed è ancora capace di unire personalità apparentemente lontane, come il presidente del Senato Ignazio La Russa e l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, che lunedì (9 febbraio) hanno ricordato l’ex ideologo di An nel corso di un evento organizzato in Regione Lombardia da Fratelli d’Italia e dalla Fondazione Tatarella.

“Una personalità importante”, ha detto D’Alema nella tavola rotonda con La Russa moderata dal condirettore di Libero, Pietro Senaldi. “Diciamo pure”, ha aggiunto, “che nella memoria accade che si dica che eravamo tutti amici. Non lo eravamo, ma eravamo avversari in una politica in cui gli avversari si ascoltavano, si rispettavano ed erano in grado anche di avere un rapporto umano”. “Senza dubbio”, ha aggiunto, “fu l'uomo che lavorò per defascistizzare il Msi e isolare le componenti squadristiche che ancora c’erano”.