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10 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:28

“Sivert, Sivert, Sivert”. Al traguardo della 20 km di biathlon Johan-Olav Botn – dopo aver vinto la medaglia d’oro – ha urlato diverse volte il nome del suo amico Sivert Guttorm Bakken, morto il 23 dicembre 2025 in una camera d’albergo di Passo Lavazè, valico alpino del comune di Varena, in provincia di Trento. Botn ha vinto l’oro e ha subito voluto ricordare l’amico ed ex compagno di nazionale Bakken. Pugni chiusi e braccia al cielo: un gesto non solo per cancellare la fatica fisica e nervosa che lo ha portato a una insperata medaglia d’oro, ma anche per stemperare lo choc e il panico vissuti in quel 23 dicembre, quando entrò nella camera di Bakken e lo trovò senza vita. A piangere con lui anche il compagno di squadra, Sturla Holm Laegreid, giunto terzo, felice per il podio ma anche per aver onorato al meglio la memoria di quel compagno di allenamento.

Bakken fu trovato morto con sopra una maschera per l’ossigeno da altitudine sempre più diffusa tra gli atleti, la Elevation Training Mask (Etm), dispositivo che riduce il passaggio di ossigeno alla bocca fino a 6-10 volte per simulare l’alta quota e, secondo i produttori, migliorare capacità respiratoria, polmonare e resistenza. Botn raccontò di aver cercato subito di aiutarlo, allertando immediatamente i soccorsi. E confessò agli amici e anche al team che quelle immagini dolorose rimarranno con lui per sempre.