"Ho avuto la sensazione di aver percorso l'ultimo giro insieme a lui e spero che ci guardi da lassù e sia orgoglioso di me".

Il biatleta norvegese Johan-Olav Botn ha dedicato l'oro nella 20 chilometri individuale all'amico e compagno di squadra Sivert Guttorm Bakken, morto nel sonno il 23 dicembre, durante un ritiro pre-olimpico a passo Lavazé, in Trentino. Tagliando il traguardo ha indicato il cielo.

Lacrime di gioia e dolore anche per Sturla Holm Laegreid, l'altro norvegese arrivato terzo alle spalle del fuoriclasse francese Eric Perrot.

Un po' sotto le aspettative gli azzurri, che hanno mancato il podio che era a portata di mano. Non usa mezzi termini Tommaso Giacomel.

"Sono molto, molto deluso. So che per tanti un sesto posto alle olimpiadi sarebbe qualcosa di molto buono, mentre per me è una delusione cocente", commenta. "Sia fisicamente che al tiro non mi sono sentito benissimo", confessa. Pesano i tre errori al poligono, che significano tre minuti di penalità. "Mi dà veramente fastidio che non riesco a sparare bene in piedi in gara. Non sbaglio quasi mai, mentre in gara mi scappa sempre qualcosa di troppo", lamenta l'azzurro. L'unica nota positiva della giornata è l'oro del norvegese Johan Botn, amico - come Giacomel - di Bakken. "Ha veramente dimostrato di avere una fibra impressionante", commenta Giacomel.