Firenze, 10 feb. (askanews) – Una seduta solenne durata poco più di un’ora, senza interventi esterni e conclusa con l’uscita dall’aula delle opposizioni di centrodestra. È questo l’esito della giornata del Consiglio regionale della Toscana dedicata al Giorno del Ricordo, segnata dalla decisione dell’Ufficio di presidenza di escludere, all’ultimo momento, l’intervento del giornalista e saggista Italo Bocchino, inizialmente previsto in programma come voce narrante di un docufilm sulle foibe. La scelta ha trasformato la commemorazione istituzionale in un caso politico, tanto per i toni quanto per la durata stessa della seduta: è infatti raro che un Consiglio regionale, per di più convocato in forma solenne per una ricorrenza nazionale, si esaurisca in appena sessanta minuti.
Bocchino ha parlato apertamente di “censura molto grave” da parte del presidente della Regione Eugenio Giani, accusato di essersi “fatto dettare l’agenda dall’Anpi”. “Sono tra i firmatari della legge che istituisce il Giorno del Ricordo – ha detto – ma questo non basta se ci sono politici con la ‘p’ minuscola che mettono il bavaglio a un giornalista perché considerato di destra”. Secondo Bocchino, la decisione avrebbe prodotto “un boomerang politico” e “una notizia nazionale costruita da sola”.











