Se il governo britannico di Keir Starmer sembra davvero avere i giorni contati, neanche la monarchia pare stia troppo bene. I reali stanno facendo quadrato, uniti e coordinati in una comunicazione senza precedenti, perchè la posta in gioco è la lotta per la sopravvivenza. Mentre la lettura e la diffusione degli Epstein Files dagli Stati Uniti continua a gettare elementi compromettenti sulle malefatte dell’ex principe Andrea, la Ditta prova a rispondere come può.
Re Carlo III, qualche settimana fa, si era limitato a scrivere una nota di solidarietà per le vittime degli abusi sessuali di Epstein, mettendosi dalla parte giusta di questa storia, ma i suoi tentativi di cavarsela così e soprattutto all’insegna del “keep calm and carry on” si sono sbriciolati davanti alle ormai puntuali “aggressioni” da parte degli antimonarchici e di voci che si levano dalle folle chiedendo “verità” durante le uscite pubbliche sue e di Camilla.
Nella serata di lunedì 9 febbraio, la decisione diramare una dichiarazione che scaricava definitivamente Andrea Mountbatten-Windsor si è resa inevitabile. La Thames Valley Police, corpo di polizia che opera tra Inghilterra e Galles, incluso il Buckinghamshire dove Andrea risiedeva fino ad una settimana fa, è stata incalzata per aprire un’indagine sulle azioni svolte dal fratello del sovrano ai tempi in cui era incaricato dal governo, in qualità di inviato speciale per il commercio e gli investimenti.











