Il concetto di «rigore», ai tempi del calcio funestato dagli estremismi-Var, è pressoché filosofico. Sfumature e interpretazioni lo rendono onnicomprensivo. Ovvero: stringi stringi è sempre penalty. Le rare eccezioni, le mirabili ribellioni alla dittatura dell’«è sempre rigore», divengono inneschi per furibonde polemiche (per ovvie ragioni non così peregrine).

Ed è nel contesto di questa follia che, ieri, ne abbiamo vista montare una ancor peggiore. Luciano Spalletti. Il mister, col consueto occhio ieratico, ragiona sulla definizione del «contatto» che può determinare un calcio di rigore. Le parole del tecnico di Certaldo appaiono un poco sconclusionate, ma il concetto - grazie all’occhio e alla prossemica – emerge con chiarezza. «Quello che... ti tocca e l’ha toccato... contatto! Ancora? Lo abbiamo detto un milione di volte», si sfoga ai microfoni di Dazn nel post-partita di Juve-Lazio, davanti a lui Federica Zille. Rivolgendosi alla giornalista, aggiunge: «Contatto... ti posso dare un bacio?». Spalletti si protende, con delicatezza, sfiora le braccia della Zille, si china sulla di lei spalla destra e la lambisce con un bacetto. «Contatto! Un bacio è un contatto! Gli fo una carezza... contatto!», chiosa Spalletti.