La destinazione degli utili distingue le banche che per loro natura li massimizzano (nel breve-medio termine) per dividerli fra gli azionisti, dalle banche di credito cooperativo (Bcc) che li accumulano per supportare nel tempo la loro attività mutualistica, economica e sociale, a vantaggio non solo dei soci ma delle comunità nelle quali operano.

Una conferma è nelle ultime semestrali. Nel periodo 2022-giugno2025, gli utili dei 10 maggiori gruppi di banche Spa ammontano a 85,8 miliardi. Ma il loro patrimonio di migliore qualità ai fini di vigilanza (Cet1) risulta diminuito a 133 miliardi (-4 miliardi) e il relativo ratio stabile al 15% del 2021 (ampiamente superiore ai requisiti richiesti), soprattutto per il pay-out a favore degli azionisti in dividendi e riacquisti di azioni. Nei gruppi bancari cooperativi (Gbc) Iccrea e Cassa Centrale, invece, il Cet1 passa dal 19,3 al 26%, con un incremento del capitale primario di 7 miliardi, pari al 70% dei 9,9 miliardi di utili del periodo. Una crescita supportata dalle Bcc aderenti ai due gruppi (177), i cui utili sono per l’88,2% accantonati alle riserve indivisibili, il 9,2% destinati a mutualità esterna e solo l’1,5% attribuito ai soci.

Decennale con risultati al top