La decisione scatenò fortissime polemiche: molti lo ritennero esagerato, visto anche il contesto. il pugno duro era stato già usato un mese prima, contro un agente della Polizia Stradale, il quale, prima di fermare un extracomunitario che viaggiava in bici contromano sulla Torino-Bardonecchia, riprese col telefonino l’uomo, chiamandolo «risorsa boldriniana». Non il massimo del protocollo, siamo d’accordo; ma la sanzione, anche in quel caso, parve esagerata per molti colleghi.
Un’altra presa di posizione che generò malumori fu una circolare che Gabrielli emanò nell’ottobre del 2019, in cui si raccomandava agli operatori di Polizia di «essere prudenti sui social». Una raccomandazione che qualcuno accolse con favore, ma che altri, come il sindacato Sap, definirono come «la tentazione di nascondere situazioni e criticità emerse invece grazie a delle foto». Ancora, a stretto giro, ecco un’altra circolare, questa volta relativa all’osservanza delle regole in materia di divise ed equipaggiamenti del Corpo. «Negli ultimi tempi si vanno diffondendo iniziative volte all’acquisto da parte degli operatori di polizia di materiali non collaudati», spiegava il documento. Ma alcune sigle sindacali la giudicarono fuori fuoco, sostenendo che questi «acquisti» sarebbero stati in realtà necessitati dalla mancanza di forniture da parte dell’amministrazione.







