Le speranze sono flebili, le sue condizioni molto critiche, la sua vita appesa a un filo. Ma c’è chi crede ancora nei miracoli e sono tantissimi a fare il tifo per Erik Pettavino, 30 anni, militare del Soccorso alpino della Guardia di Finanza (Sagf), originario di Limone, travolto da una valanga venerdì mattina, durante un’esercitazione di addestramento in Valtellina sulle montagne di Madesimo, (Sondrio). Nell’incidente un collega di 27 anni era stato solo sfiorato dalla massa nevosa, aveva poi lanciato l’allarme ed erano scattati i soccorsi.

Domenica sera, sul web, alcune testate e l’agenzia Ansa avevano pubblicato la notizia della morte di Erik, affidandosi a una «voce di paese» non verificata. In realtà, seppur in una situazione molto compromessa, il giovane è tutt’ora ricoverato con prognosi riservata all’ospedale Papa Giovanni XXII di Bergamo, nel reparto di Terapia intensiva, assistito anche dai familiari, turbati dagli annunci rimbalzati online.

Pettavino è un grandisismo appassionato di montagna

A chiarire è il comando provinciale della Guardia di Finanza lombarda. «Si stanno diffondendo a livello nazionale notizie sulla presunta morte del giovane finanziere coinvolto nei giorni scorsi in una valanga durante un’attività in montagna - scrive in una nota diffusa ieri -. Tuttavia, secondo fonti sanitarie e istituzionali qualificate, al momento non risulta alcuna dichiarazione ufficiale di decesso». E aggiunge: «Il militare è ricoverato in condizioni gravissime e i medici stanno continuando a mantenere attivi i protocolli di rianimazione e monitoraggio intensivo. Dal punto di vista medico-legale, l’eventuale morte può essere certificata solo al termine di specifici accertamenti clinici, effettuati secondo procedure rigorose e formalizzate».