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10 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:07
Nayib Bukele entra nella cerchia stretta delle “persone favorite” di Donald Trump, che al National Prayer Breakfast lo ha presentato come “un grande alleato”. Il tycoon ha anche speso parole di elogio per le carceri di El Salvador, su cui Washington ha investito 4,76 milioni di dollari per spedire “assassini e trafficanti di droga entrati illegalmente” negli Usa. “Fanno un lavoro fantastico” e “molto umano”, ma “sono abbastanza forti”, ha osservato Trump, ringraziando il leader salvadoregno, presente alla cerimonia religiosa.
“Molta gente non sa che il nostro nemico non era solo di carne e ossa, ma anche spirituale”, ha poi detto Bukele, parodiando le Sacre Scritture per giustificare il regime di eccezione contro i Pandilleros, che “adorano Satana“. L’endorsement di Trump non è casuale, ma arriva pochi giorni dopo le rilevazioni dell’Ong Socorro jurídico humanitario, che denuncia la morte di almeno 1.300 detenuti sotto custodia dello Stato salvadoregno dall’inizio del regime di eccezione imposto da Bukele, cioè dal 2023 al 2025. L’ong ha documentato individualmente 470 casi specifici nei quali un terzo delle morti, il 31,8%, è dovuta alla violenza fisica, e il 31,6% per mancata attenzione medica di fronte a malattie come il diabete, l’ipertensione, pneumonia o malnutrizione severa. Inoltre nel 31% dei casi la causa di morte risulta “sconosciuta” o “riservata” mentre lo 0,9% è attribuita al suicidio.







