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Da "non squadra" a sorpresa: ai quarti battendo il Giappone. E ora la Germania Ct Bouchard aveva portato le azzurre a Montreal: "Per la missione impossibile"

In fondo è anche una storia d'amore.

Eric Bouchard è ancora un ragazzo, sportivamente parlando: 35 anni, tanta responsabilità sulle spalle e un'avventura in cui l'esperienza sarebbe stata d'aiuto. Una missione impossibile in realtà, dicevano. Così ha scelto di giocare di sorpresa, un po' come fanno gli uomini d'altri tempi: alla vigilia dei Giochi era ancora impegnato nella Quebec League, ma aveva troppa nostalgia delle sue 23 ragazze, quelle che aveva portato per 7 settimane a Montreal per costruire una nuova famiglia. Ha preso il computer, ha scritto una lettera a ognuna di loro: "Faremo un Miracle on Ice". Da ieri il miracolo dell'hockey non è più solo quello americano di Lake Placid, e sono bastate le parole giuste: "Ho fatto sapere a tutte che non vedevo l'ora di ritrovarle. E di fidarsi delle loro capacità, perché avremmo fatto qualcosa di grande". Il risultato è che sulla pista di Rho è successo davvero: battendo il Giappone 3-2 l'Italia dell'hockey femminile è già nei quarti di finale del torneo olimpico. Quasi un ossimoro, se ci si pensa: hockey, donne, Italia, quarti di finale, ci sono tante parole che fino ad oggi sono state messe insieme alla rinfusa. E invece "entrare nelle prime otto squadre del mondo per noi equivale a una medaglia", e d'altronde il presidente della Fisg Andrea Gios non può che gongolare: "È una soddisfazione enorme da condividere anche con i club italiani che hanno sostenuto la Nazionale con grande disponibilità". Capito pallone?