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L'evento di Milano promosso da Fi. Condanna del videospot postato dal segretario Cgil

Una lettera aperta al procuratore Nicola Gratteri, firmata da Enzo Tortora e letta dalla sua compagna Francesca Scopelliti: è questo il passaggio più toccante della convention con cui Forza Italia ha lanciato ieri a Milano la sua campagna per il Si al referendum sulla giustizia. "Io ho visto cosa accade quando la toga diventa una corazza e i ruoli si confondono", legge la Scopelliti, "quella che mi travolse fu la cultura del corporativismo e non della verità". A Gratteri, che oggi incarna il volto più in vista del fronte del No alla riforma, il presentatore distrutto dalla malagiustizia manda a dire attraverso la sua compagna: "Un giudice terzo e imparziale non avrebbe autorizzato il mio arresto e avallato una condanna senza prove". E la senatrice azzurra racconta: quando il processo d'appello a Tortora arrivò a un giudice per bene, il giudice Morello, la Procura cercò di avvicinarlo. Morello rifiutò, e Tortora fu assolto.