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L'ex segretario della Fiom si è detto pronto ad andare allo scontro con la polizia. FdI: "Strategia della tensione cercando l’incidente per incolpare il governo Meloni"
Le parole di Franco Grondona che dai social, prima della manifestazione, aveva dichiarato che "se necessario ci andiamo a picchiare con le forze di polizia. Noi non abbiamo paura. Così finiamo sulle pagine dei giornali e poi sono affari del governo dire che picchiano gli operai che lottano per difendere la fabbrica e l’occupazione a Genova" hanno scatenato inevitabili reazioni. È stato il Giornale a rivelare le parole dello storico esponente della Fiom, che danno la misura di quello che si sta muovendo nel sottobosco dei movimenti antagonisti al governo.
"Siamo a Genova e la cornice è la mobilitazione per l’ex Ilva di Cornigliano, stabilimento che lo stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha assicurato che non chiuderà. Ma, forse, questo non importa, ciò che conta è alzare la tensione", ha dichiarato l'onorevole Antonio Baldelli di Fratelli d'Italia. "Dopo quelle del segretario della Cgil Landini, che invocava la rivolta sociale, riteniamo molto gravi le parole pronunciate dall’ex segretario FIOM-CGIL di Genova e che, invocando una strategia della tensione, cercando l’incidente per incolpare il governo Meloni, di certo non aiuta l’ex Ilva e i suoi lavoratori ma, al contrario, alimentano tensioni ed inaspriscono un clima già sufficientemente teso", ha aggiunto Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale.






