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9 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:15

Gli Stati Uniti hanno disatteso gli impegni presi con la Russia nel vertice in Alaska dello scorso 15 agosto. Mentre proseguono tra Washington e Mosca le interlocuzioni tese a normalizzare i rapporti tra le due potenze, Sergey Lavrov torna pungolare la controparte. “Ci dicono che bisogna risolvere il problema ucraino – il ministro degli Esteri russo in un’intervista all’emittente internazionale Brics Tv ripresa da Interfax -. Ad Anchorage abbiamo accettato la proposta degli Stati Uniti. Loro hanno fatto proposte, noi abbiamo accettato, quindi il problema dovrebbe essere risolto. La posizione degli Stati Uniti era importante per noi. Accettando la loro proposta, sembrava che avessimo risolto la questione ucraina e dovessimo passare a una cooperazione a tutto tondo, ampia e reciprocamente vantaggiosa. Finora, nella pratica, sembra avvenire tutto il contrario“.

A cosa si riferisce il capo della diplomazia di Mosca? “Vengono introdotte nuove sanzioni, viene organizzata una ‘guerra’ contro le petroliere in mare aperto in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”, ha spiegato Lavrov. Nelle scorse ore, ha annunciato il Pentagono, l’esercito Usa è salito a bordo della petroliera Aquila II nell’Oceano Indiano dopo averla inseguita dai Caraibi. Secondo l’intelligence militare ucraina (HUR), la nave fa parte della “flotta ombra“, un gruppo di petroliere utilizzate da Mosca per esportare greggio e prodotti petroliferi in violazione delle sanzioni internazionali.