Amman, 9 feb. (askanews) –

Di Serena Sartini

Dal Monte Nebo (luogo in cui Mosè contemplò la Terra Promessa) fino al sito del Battesimo di Gesù, passando per Madaba, dove sorge una delle comunità cristiane più antiche del Medio Oriente e Anjara, altra cittadina con una buona presenza di cristiani. Ed ancora: l’immensità del deserto del Wadi Rum e la meravigliosa Petra. “Welcome Sweet Jordan” recita un cartellone appena fuori dall’aeroporto di Amman, in Giordania, paese che conta 11 milioni di abitanti. Di questi 4,5 nella sola capitale. Il turismo ha sempre rappresentato una fetta importante dell’economia del Paese arabo, soprattutto il turismo religioso. Ma con il conflitto tra Israele e Hamas, dal 7 ottobre 2023, il turismo è calato del 70%. E poco conta se nel 2022-2023 l’Italia rappresentasse il primo Paese per numero di visitatori in Giordania.

L’Opera Romana Pellegrinaggi, in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism, ha promosso un viaggio sui luoghi dell’Antico e Nuovo Testamento, proprio con l’obiettivo di rilanciare il turismo religioso in Giordania, assicurando che “il Paese è sicuro” e invitando i pellegrini a “non avere paura”.

“Mi piace sottolineare che anche questa è Terra Santa – dice il Nunzio Apostolico in Giordania, monsignor Giovanni Pietro Dal Toso -. In tutto questo tempo non abbiamo mai avuto problemi. Io non ho mai dovuto nascondermi in casa”.