Non è più solo una questione di degrado, ma di sicurezza violata fin dentro l’uscio di casa. Domenica notte il centro storico della Capitale si è trasformato nel teatro di una caccia all'uomo dopo che due donne, a distanza di pochi minuti l'una dall'altra, sono state vittime di aggressioni brutali. Il modus operandi è identico: agguati alle spalle, violenza fisica gratuita e volti coperti da cappucci per rendersi invisibili alle telecamere e ai testimoni.
Il primo atto di questa notte di violenza si consuma in via dell’Orso, a due passi da Lungotevere Marzio e dai palazzi del potere. Una residente di 34 anni sta rientrando: l’atmosfera è quella silenziosa e apparentemente ovattata delle domeniche romane. La donna chiude il portone principale del palazzo alle proprie spalle, convinta di aver lasciato il pericolo fuori, in strada. Ma il pericolo era già dentro, o l’ha seguita con passi felpati. Mentre percorre l’androne verso l’ascensore, dall'oscurità si materializzano due sagome. Sono uomini, hanno il volto nascosto. Non c’è tempo per gridare: la 34enne viene spintonata a terra con una forza brutale. Mentre è schiacciata sul marmo del pavimento, i malviventi le strappano la borsa. Poi, le minacce: «Non chiamare subito il 112 o torniamo e ti facciamo del male». «Ho pensato allo stupro, ho temuto di morire», racconterà più tardi ai militari.






