Cinquant’anni fa nasceva una radio bolognese che in appena un anno di vita riuscì a diventare simbolo del movimento del ’77. E a “dare voce a chi non ha voce”. Oggi riceve non solo attraverso la sua storia, ma anche grazie ai suoi suoni. Con questo obiettivo nasce ‘Radio Alice, voci e storie dal ’77’, una serie podcast in sei puntate di RayPlay Sound, che ricorda l’emittente nata mezzo secolo fa e che ha ispirato libri e film. Una storia più attuale che mai. Le prime trasmissioni iniziarono il 9 febbraio in una soffitta di via del Pratello, dove si concretizzava l’idea di una radio come atto poetico e, al contempo, politico. Era l’era della liberalizzazione dell’etere, dopo la fine del monopolio Rai sulle trasmissioni radiofoniche, ma Radio Alice era differente, anarchica, pioniera. Testimonianze dirette, musiche originali, suoni e materiali di archivio forniscono il contesto politico, sociale e culturale nel quale Radio Alice rivoluzionò il linguaggio dei media, anticipando quello che sarebbe stato il ruolo dei social nei movimenti di massa e la nascita delle prime radio libere.

Una storia da raccontare

Il podcast è ideato, scritto e condotto da Maria Antonietta Giudicissi, con la direzione artistica di Andrea Borgnino. Sound design e ricerche d’archivio delle puntate sono di Francesca dal Cero, editing e ricerche di archivio Paola Manduca, responsabile di produzione è Giulia Giannuli. Sarà presentato il 9 febbraio alle 18, nella Piazza coperta della Biblioteca Salaborsa di Bologna, con l’introduzione di Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna e, il 27 febbraio, presso la libreria Scamamù di via Davanzati 28, a Milano. “È la prima volta che questa storia si racconta con uno strumento quanto più vicino possibile a una radio. Insieme a me – spiega a ilfattoquotidiano.it Maria Antonietta Giudicissi – ci sono molte voci direttamente o indirettamente legate ad Alice, anche se manca quella indimenticata di Ambrogio Vitali, giornalista, fotografo e regista scomparso solo pochi mesi fa”. Ma i suoni di Radio Alice sono anche i suoni di un pezzo fondamentale di storia italiana e una chiave di interpretazione del presente. “Credo che la necessità di raccontare queste vicende e questa esperienza – aggiunge l’autrice – emergano ancora con più forza rispetto a quella che è l’attualità, anche e soprattutto nel mondo della comunicazione”. La radio venne chiusa in seguito all’irruzione della polizia nella sede dell’emittente, il 12 marzo 1977, il giorno dopo ‘i fatti di Bologna’. Furono arrestati tutti i presenti, accusati di avere avuto un ruolo negli scontri del giorno prima, in in cui fu ucciso lo studente Francesco Lorusso. Ma furono tutti prosciolti, perché fu dimostrato che non diressero gli scontri, ma ne diedero solo notizia in tempo reale.