L’incontro con duemila studenti delle superiori al Carlo Felice è sulla sicurezza, al legalità, la lotta alle mafie che controllano il mercato della droga. Ma prima e durante l’evento organizzato dal Movimento Agende Rosse, nato su impulso di Salvatore Borsellino, si parla anche di referendum.

Inevitabile visto che uno dei relatori, oggi, è il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, il più attivo sostenitore del No alla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni. Insieme a lui a Genova c’è anche Annamaria Frustaci, sostituta procuratrice della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Mentre lo stesso Borsellino, per motivi di salute, è collegato da casa.

Gratteri, a margine dell’incontro, spiega che «il referendum si sta trasformando in gazzarra, sta prendendo una piega pessima, la gente non capisce». E poi attacca le Camere Penali, associazione degli avvocati, che «in una scuola in Calabria sono andate a demonizzare i magistrati, manipolando gli studenti per il Sì”.

Lo stesso Borsellino poi, collegato in video per problemi di salute, ha tenuto un intervento molto duro: «Parlare solo di separazione delle carriere è un inganno, in realtà l’obiettivo è attentare all’equilibrio dei poteri e all’indipendenza della magistratura».