Non aspettate di raggiungere la soglia degli “anta” per pensare alla salute del cuore. Il check va fatto prima, almeno intorno ai 35 anni per i maschi. Perché negli uomini il rischio di malattie cardiovascolari, infarto e ictus in testa, comincia a divergere proprio in questa fascia d’età rispetto alle donne. Ed è proprio alla metà della terza decade che può iniziare a svilupparsi la coronaropatia, destinata a deflagrare con un infarto qualche anno dopo. Pensate: gli uomini hanno raggiunto un'incidenza del 5% di malattie cardiovascolari (definite in senso lato come infarto, ictus e insufficienza cardiaca) circa sette anni prima delle donne (50,5 contro 57,5 ​​anni). Non solo: è la patologia delle arterie coronariche, quelle che irrorano il cuore, a vedere il maschio anticipare di molto rispetto alla donna.

Per questo specifico quadro infatti l’incidenza del 2% è stata raggiunta dagli uomini più di un decennio prima delle donne, mentre i tassi di ictus sono rimasti simili. E le differenze nell'insufficienza cardiaca, più tipica dell’anziano, sono emerse più tardi nella vita.

A proporre queste riflessioni, segnalando l’importanza di anticipare l’attenzione alla salute del cuore (almeno verso i 30-35 anni negli uomini e poco dopo nelle donne) è una ricerca coordinata da Alexa Freedman della Feinberg School of Medicine della Northwestern University, apparsa su Journal of American Heart Association.