TREVISO - È rimasto solo nel suo ufficio per chiudere delle pratiche, quando i colleghi se n'erano già andati. E qui è stato improvvisamente colpito da un infarto. Prima si è chinato sulla sedia davanti alla scrivania e poi è stramazzato sul pavimento, senza che nessuno potesse aiutarlo. Se n'è andato così Giovanni Graziotto, impiegato di banca 61enne, residente in via Sant'Angelo, morto venerdì sera nell'edificio che ospita la filiale di Intesa Sanpaolo di via Indipendenza, nel cuore del centro storico di Treviso. Il suo corpo è stato trovato solo il giorno dopo, rinvenuto il giorno dopo.
I soccorritori, allertati dai familiari che non riuscivano più a mettersi in contato con il 61enne, sono entrati direttamente negli uffici della banca per capire cos'era successo. E Giovanni era lì, riverso a terra ormai da ore. Troppo tardi per tentare qualsiasi manovra di rianimazione. «Noi venerdì siamo usciti dalla banca al solito orario - hanno spiegato i colleghi ai carabinieri - lui, invece, è rimasto in ufficio perché voleva portare a termine alcune pratiche. E non abbiamo notato niente di strano».
Venerdì pomeriggio, quando mancavano pochi minuti alla chiusura degli uffici, e quindi al fine settimana, la maggior parte dei dipendenti della filiale di Intesa Sanpaolo di via Indipendenza ha lasciato le proprie scrivanie per dirigersi all'uscita. Giovanni Graziotto, invece, impiegato nel settore privacy, è rimasto più a lungo. Ha salutato i colleghi e si è rimesso al lavoro. Sarebbe stato l'ultimo a uscire dal palazzo, come aveva fatto già altre volte in passato. Anche per questo la cosa non era sembrata strana. Improvvisamente, però, proprio mentre lavorava si è sentito mancare e si è accasciato a causa di un arresto cardiaco che si è rivelato letale. In quella frazione di secondo non è riuscito a prendere il cellulare per chiedere aiuto. Nessuno si è accorto di nulla.






