Èstato il day after di un sabato complicato sul piano della sicurezza e l’ordine pubblico. Dopo i sabotaggi su vari punti della rete ferroviaria, a proposito dei quali si indaga per terrorismo. E poi gli scontri a Milano tra i "no Olimpiadi" e le Forze dell’Ordine. Una sorta di martellamento concentrico in cui è impossibile ignorare la contestualità, cioè l’avvio dei Giochi invernali. Ma il problema è che neanche in questa occasione, parimenti a quanto avvenuto dopo i gravissimi fatti di Torino, la sinistra riesce a convergere verso un senso comune di condanna a quello che si configura come un attacco allo Stato. La ridda di reazioni vede governo e maggioranza compatti sulla condanna di quanto avvenuto e la vicinanza alle Forze dell’Ordine, nuovamente aggredite nel capoluogo lombardo. A partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi - ha detto -. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano "contro le Olimpiadi", facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo. Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire». La premier ha poi espresso solidarietà «ancora una volta, alle Forze dell’ordine, alla città di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti».