I due uomini arrestati per il tentato omicidio del generale russo Vladimir Alexeyev, numero due dei servizi di intelligence militare, hanno confessato il loro coinvolgimento, secondo quanto dichiarato dal Centro per le Relazioni Pubbliche del Servizio federale di sicurezza russo (Fsb).
Si tratta di Lubomir Korba e Viktor Vasin, accusati di aver partecipato all’attentato contro il generale del ministero della Difesa russo, rimasto gravemente ferito da colpi di arma da fuoco il 6 febbraio a Mosca. Secondo la versione dell’Fsb, l’operazione sarebbe stata organizzata su mandato dei servizi di sicurezza ucraini (Sbu), con il coinvolgimento anche dell’intelligence polacca. Il profilo operativo e i trascorsi diffusi dall’Fsb descrivono in tutte le possibili dimensioni il nemico della Russia: pagati dai servizi ucraini, selezionati da quelli polacchi, uno dei due sostenitore dell’opposizione, in particolare del movimento del defunto Navalny.
Presunto coinvolgimento della Polonia
In base alla ricostruzione ufficiale, il principale esecutore materiale, Lubomir Korba, un 65enne nato nell’Ucraina sovietica e diventato cittadino russo, sarebbe stato reclutato nell’agosto 2025. L’Fsb afferma che alla sua selezione avrebbero contribuito i servizi polacchi attraverso il figlio, Lubosh Korba, cittadino polacco nato nel 1998 e residente a Katowice. Dopo il reclutamento, Korba avrebbe seguito un addestramento al tiro in un poligono nei pressi di Kiev, per poi essere trasferito in Russia transitando in Moldavia e Georgia. Per l’uccisione del generale Alexeyev, sostengono le autorità russe, i servizi ucraini avrebbero promesso un compenso di 30.000 dollari.










