La Rari parte forte, poi la Pro prende il controllo: spettacolo in vasca e fuori. I biancocelesti conquistano questo titolo per la 19° volta in 34 edizioni
Capitan Di Fulvio e compagni esultano alzando il trofeo della Coppa Italia (foto Ghiglione)
La Pro Recco alza la Coppa Italia: trionfo numero 19 su 34 edizioni. Pronostico rispettato, primo trofeo della stagione sulla strada della missione-Triplete.
È 13-7 il finale, ma Savona sempre dentro la partita, staccato ma vivo, almeno fino alla metà del quarto tempo, quando il divario nel punteggio si allarga fino al più 6. Bel derby da finale, tirato e mai cattivo: piscina piena e spettacolo. In vasca, dove sono soprattutto le giocate individuali a meritare il consenso del pubblico (in tribuna anche la sindaca Silvia Salis e l’ad del Genoa Andres Blazquez). Logico dopo la lunga sosta per Europei e collegiali vari, che ha consentito pochi allenamenti a ranghi completi, dopo la ripresa. Citazione di merito per Buric, Cannella, Irving e Condemi tra i vincitori, molto bene Figlioli e lampi di classe di Damonte tra i biancorossi. Super difesa recchese, che alza un muro spesso insormontabile per gli avversari, e buona prova di entrambi i portieri. Con la sensazione che in molti, tra quelli del nuovo gruppo, e fra gli esclusi post Singapore, avessero messaggi da lanciare a Campagna, attento spettatore in tribuna. Ma spettacolo anche fuori, con gli effetti speciali creati dai led multicolori a disegnare giochi di luce e a giocare con i colori delle squadre in vasca. Splendido teatro per la finale, la piscina della Sciorba, oggi tra le più belle d’Italia per la pallanuoto, casa della Pro Recco, che ha anche organizzato l’evento. E poi, esibizione di sincronette e, a margine, due collegiali giovanili. Insomma, quando la pallanuoto – nonostante il nuovo regolamento col campo “corto” non aiuti di sicuro – crea spettacolo.







