Non si può parlare di un ultimatum. Ma di una scadenza sì. Sarebbe quella che gli Stati Uniti avrebbero fissato per concludere la guerra tra Russia e Ucraina. «Gli statunitensi propongono alle parti di porre fine alla guerra entro l’inizio dell'estate e probabilmente faranno pressione sulle parti in base a questo calendario». A dirlo è stato ieri, in una chiacchierata-fiume con i giornalisti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
E se da parte americana, ancora nel tardo pomeriggio di ieri, non era giunta alcuna replica (mA nemmeno alcuna smentita), quanto affermato dal leader ucraino ha un senso, dato che proprio in quel periodo la campagna elettorale perle elezioni di metà mandato (che si terranno a novembre) entrerà nel vivo e che per allora il presidente Donald Trump voglia potersi concentrare più sul fronte interno che su quello internazionale.
Zelensky ha precisato di non aver ricevuto segnali su un possibile ritiro degli Stati Uniti dai negoziati qualora il conflitto non si concludesse nei tempi indicati. «Non ho percepito questo possibile sviluppo dalla squadra negoziale. Certo, è preferibile che gli statunitensi non se ne vadano, perché la loro presenza è stata fin qui fondamentale».







