Riprendiamo alcuni punti importanti della lettera: «Per quasi due anni il Controllore di Stato ha lavorato in piena autonomia senza alcuna interferenza da parte della magistratura odi chiunque altro. Eppure, appena sei giorni dopo aver presentato queste risposte, l’Alta Corte ha deciso di accogliere la richiesta del Procuratore Generale di interrompere immediatamente l’attività del Controllore di Stato. Attività volta a scoprire la verità». Il Premier mette in chiaro che secondo lui ciò che è successo il 7 ottobre altro non è che il risultato di decisioni sbagliate prese su valutazioni lontane dalla realtà. Responsabilità che non possono essere solo della politica ma anche dei servizi di Sicurezza e dei vertici delle Forze Armate che nel momento del bisogno sono stati trovati o si sono fatti trovare impreparati. Proprio questi particolari fanno sorgere pesanti dubbi sui motivi dell’intervento dell’Alta Corte che su suggerimento del Procuratore Generale vuole bloccare rivelazioni che potrebbero compromettere personaggi che hanno operato, remando contro le direttive governative, all’interno dei gangli statali. «Questo documento include trascrizioni di discussioni sulla sicurezza e numerosi altri documenti che coprono 12 anni, dall’Operazione Margine Protettivo fino alla mattina del 7 ottobre». Questo è un passaggio particolare che fa saltare il banco di chi, dietro le quinte di questa situazione, da mesi sta lacerando la nazione intera con l’appoggio della magistratura che, smaccatamente politicizzata, ha ormai superato i limiti del suo mandato. Per non parlare della stampa che, a eccezione di una testata e di un unico canale televisivo, è schierata a blocco unico, modello bulgaro, contro il governo e il Primo ministro. Professori universitari, élite intellettuali e anche politici di alto livello, che durante i periodi che l’attuale Premier vorrebbe mettere sotto esame dal punto di vista della sicurezza hanno ricoperto cariche importanti, girano di studio in studio, di redazione in redazione attaccando Netanyahu e il suo governo in carica in modi e maniere che nulla hanno a che fare con la normale dialettica politica. Fra questi Naftali Bennett che è stato Primo ministro, ministro dell’Economia, dell’Istruzione e della Difesa, Avigdor Lieberman ex ministro degli Affari Esteri e della Difesa, e Yair Lapid ex ministro delle Finanze sono i più attivi sui social, in televisione e sulla carta stampata.