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Per venirne a capo e distinguere le prove dai sospetti e dalle montature dissennate ci vorrà almeno un anno: per il momento c'è un nugolo di politici di mezzo mondo invischiati a vario titolo negli affari sporchi di Epstein, che chiedevano favori, mediazioni, soldi o prostitute

Come migliaia di altri giornalisti, e come milioni di cittadini in tutto il mondo, anch'io ho letto quel che è stato pubblicato dai social nell'ultima settimana sui disgustosi Epstein files. Dopo che il Dipartimento di giustizia statunitense ha rilasciato una valanga di documenti, 3 milioni di carte, 180mila fotografie, 2mila video in grande parte sull'inchiesta che nel 2019 doveva portare per la seconda volta a processo il pedofilo Jeffrey Epstein (il quale si impiccò in galera prima di arrivare alla sbarra), il web è esploso nella dissennata analisi delle informazioni rese pubbliche. E i social sono come impazziti, accampando la motivazione della caccia ai mostri ancora a piede libero, i presunti sodali dell'orco.