Paradisi da salvare in Albania, piccoli eden ancora alla portata di tutti in Croazia. Se in Albania ambientalisti e società civile sono dovuti scendere sul piede di guerra per tentare di contrastare il tentativo di Jared Kushner, il genero di Trump, di trasformare l’isola di Sazan in un resort di lusso con buona pace dei vincoli ambientali e storici , in Croazia le tutele sembrano ancora tenere. E anche i privati si devono adeguare.
Da oltre tre anni, un misterioso proprietario ha messo in vendita l’isoletta di Scoglio Grande (Veli Školj) – più di 21mila metri quadri di paradiso, con tanto di propria fonte di acqua potabile incastonata nella baia di Stagno – a 3 milioni e 250 mila euro.
Ma è zona vincolata, c’è possibilità di tirare su giusto uno stabile di 30 metri quadri per attività legate alla maricoltura e non sarà mai ad uso esclusivo del proprietario. Tutti hanno diritto a usufruire della zona della battigia, circa sei metri da dove batte l’onda, inclusi gitanti, bagnanti e diportisti. È demanio marittimo e in Croazia sono assai più rigidi nel rispettarlo di altri Paesi, incluso europei. Morale: a dispetto dei tentativi dell’attuale proprietario di disfarsi di quel paradiso non edificabile, né recintabile, i vincoli hanno tenuto lontani acquirenti e speculatori. La storia la racconta il Piccolo, che da anni segue la vicenda. “Finora abbiamo rilevato l'interesse di diverse persone, soprattutto d'oltreconfine”, dice alla stampa locale Damir Đuračić, proprietario dell'agenzia immobiliare Muri, a cui è affidata e che inizialmente l’aveva proposta come luogo ideale per matrimoni, banchetti ed eventi. Poi però ha dovuto fare i conti con realtà e vincoli. Prezzo e vincoli hanno alla fine convinto tutti a lasciar perdere. Non si tratta di un caso unico. La Croazia ha 1.244 tra isole, isolette e scogli e più della metà appartengono a privati che negli ultimi anni hanno provato a metterli sul mercato. Ma solo pochi hanno avuto fortuna, mentre cresce il numero di chi sulla natura vorrebbe far cassa.






