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Oltre Cortina batte un'Olimpiade silenziosa. Tra passi nel gelo e bar di benzinai, il racconto di un ponte nel buio che separa il mito dalla realtà di chi vive i Giochi sottovoce

Ci sono Olimpiadi che si vedono e Olimpiadi che si intuiscono. Quelle ufficiali sono luci, maxischermi, atleti che passano come comete, la voce degli speaker che riempie l’aria di nomi e tempi. Poi ci sono queste, le Olimpiadi nascoste, laterali, che non hanno bisogno di medaglie per esistere.

Borca di Cadore, notte. Un paese che sta appena fuori dal mito di Cortina, come una frase detta sottovoce. Qui non c’è il clamore, non c’è la folla. C’è la neve che si accumula ai bordi, come se il mondo avesse deciso di mettere una parentesi bianca tra sé e tutto il resto.