Genoa-Napoli finisce 2-3: un’altra beffa dopo il novantesimo, un’altro punto prezioso perso per strada
Rasmus Winther Hojlund dopo il gol della vittoria (Ans-Zennaro)
Genova – Un’altra beffa oltre il novantesimo. Un’altra beffa dal dischetto in pieno recupero, con il Var che fa cambiare all’arbitro la decisione presa sul campo. E pure un altro rigore su cui ci sarebbe tanto da dire, un contatto lieve tra Cornet e Vergara nell’area genoana quando ormai la gara si sta avviando alla conclusione. Il Genoa sta provando a vincerla, dopo averla sbloccata al 3 minuto su un calcio di rigore netto e clamoroso che Massa non vede dal campo, l’unico in tutto lo stadio, e che è costretto a dare richiamato dal Var; dopo essere andato sotto per l’uno-due firmato da Hojlund e McTominay, dopo averla riagguantata grazie a un gol da centravanti vero di Colombo. Il 3-2 del Napoli arriva per uno di quei rigori da anticalcio, contatti lievi in area che sono assurdità in uno sport che per sua natura è di contatto.
Non si tratta di “step on foot”, un’altra delle sciocchezze che il mondo arbitrale si è inventato per rendere il calcio sempre più distante dalla realtà. In realtà più che un pestone è una strisciata del piede di Cornet su Vergara, che cade per terra come se gli avessero sparato alle gambe. Un contatto leggerissimo, che Massa valuta e decide di non dare il rigore. Difficile capire perché il Var abbia richiamato il direttore di gara, non c’è un chiaro ed evidente errore. Finisce con i tifosi genoani che cantano “Ladri, ladri”, come se avessero affrontato la Juve, l’Inter o il Milan. E con tanti applausi per la squadra rossoblù, che rivive l’incubo di Roma. Va sotto, recupera, accarezza il sogno di una vittoria fondamentale per la classifica e alla fine rimane a mani vuote e con la sensazione della beffa.






