Secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, Starlink – il servizio internet satellitare di proprietà di SpaceX – sarebbe stato limitato per i militari russi impegnati al fronte. Una notizia che potrebbe dare una spallata all'esercito di Mosca impiegato in Ucraina, che pur senza mai averlo dichiarato ufficialmente da tempo lo utilizzava per far funzionare il proprio apparato tecnologico di guerra, droni compresi.Il blocco di Starlink ai militari russi al fronte ucrainoIl primo a riferire la notizia è stato Mykhailo Fedorov, vice primo ministro dell'Ucraina e ministro della Trasformazione digitale, responsabile dei rapporti con l’azienda di Elon Musk fin dall’inizio della guerra. Su Telegram, l'alto funzionario di Kiev ha comunicato che “i terminali Starlink inclusi nella whitelist funzionano” e che “i terminali utilizzati dalle forze russe sono già stati bloccati”.Il New York Times ha riportato che la misura sarebbe stata implementata tramite un sistema di whitelist, cioè una lista di terminali autorizzati a operare in Ucraina, e che SpaceX avrebbe contribuito, almeno indirettamente, a garantire il rispetto di questa politica. L’azienda di proprietà di Musk, tuttavia, non ha diffuso prove tecniche pubbliche, limitandosi a ribadire la policy aziendale che impedisce usi non autorizzati dei terminali.Un altro commento dalle parti di Kiev è arrivato da Serhiy Beskrestnov, consigliere di Fedorov, che ha sottolineato senza mezzi termini come la perdita di connettività possa avere conseguenze immediate sul campo: "Il nemico non ha semplicemente un problema sul fronte: sta fronteggiando una catastrofe. Le comunicazioni nella catena di comando sono collassate e in molte aree le operazioni d’assalto si sono fermate.” Parole che vanno interpretate come una valutazione del governo ucraino e non come dati tecnici verificati da osservatori indipendenti.Dopo l’annuncio ucraino su un blocco selettivo dei terminali Starlink non autorizzati, diversi blogger filo‑russi sui gruppi Telegram hanno riportato interruzioni diffuse del servizio lungo la linea del fronte, descrivendo la sospensione delle connessioni come una seria compromissione delle comunicazioni operative per le truppe. Secondo questi account, il blackout non sarebbe dovuto a un “glitch”, cioè a un malfunzionamento improvviso e temporaneo, ma a un intervento volontario sulla rete che avrebbe reso le comunicazioni al fronte “critiche”.Se le affermazioni di Kiev e quanto circolato sui gruppi fosse confermato, si tratterebbe di un controllo selettivo dei terminali, a cui farebbe seguito la limitazione nell’uso della rete da parte di truppe russe, senza compromettere la disponibilità di Starlink per le unità ucraine in un contesto di guerra.Come funziona Starlink al fronteStarlink è una costellazione di oltre 7.000 satelliti in orbita bassa che fornisce internet a bassa latenza anche in assenza di infrastrutture terrestri. Questa tecnologia, applicata ad un contesto bellico, permette alle unità militari di mantenere comunicazioni operative quando reti cellulari, cavi o centrali elettriche sono compromesse. Il sistema si è dimostrato particolarmente utile come dorsale di comunicazione per droni e unità mobili, collegando operatori, centri di comando e veicoli in tempo reale.Molti droni, soprattutto quelli impiegati per ricognizione o attacchi di precisione, trasmettono immagini video e ricevono comandi attraverso questa rete. Come sottolinea il New York Times, la disponibilità di Starlink incide direttamente sull’efficacia delle operazioni, anche se il collegamento non avviene fisicamente su ogni drone. Senza questa infrastruttura, la capacità di coordinamento e di raccolta di informazioni sul campo si riduce sensibilmente, rendendo la rete satellitare uno strumento centrale nella logistica e nel comando.Il ruolo controverso di Starlink nel conflitto russo-ucrainoDall’inizio dell’invasione russa nel 2022, Starlink è diventato uno degli strumenti tecnologici più discussi del conflitto, passando da semplice supporto d’emergenza a infrastruttura strategica per le comunicazioni militari ucraine. Fornito inizialmente su richiesta di Kiev per garantire connettività in aree isolate o colpite dai bombardamenti, il sistema ha permesso di mantenere operative le linee di comando e controllo, collegare unità sul campo e supportare operazioni di ricognizione con droni.Elon Musk, consapevole delle sensibilità politiche e del rischio che il servizio venisse percepito come parte attiva del conflitto, ha imposto limitazioni all’uso della rete per alcune operazioni offensive, sostenendo in passato che Starlink non doveva trasformarsi in un’arma diretta, e ha chiesto garanzie finanziarie al governo statunitense per coprire i costi di gestione e continuare la fornitura del servizio.Dall’inizio della guerra, diverse inchieste giornalistiche e report di analisti hanno documentato come terminali Starlink non solo siano stati usati dall’esercito ucraino, ma siano finiti anche nelle mani delle forze russe, spesso attraverso reti parallele o intermediari. Il governo ucraino ha affermato di aver trovato terminali Starlink montati su droni d’attacco russi, una scoperta che lo ha spinto a chiedere a SpaceX di intervenire per bloccare il loro uso non autorizzato nel teatro operativo, secondo l'agenzia di stampa Reuters, che cita una fonte di Kiev impegnata nella compilazione della “whitelist” per identificare e disattivare quelli russi.In un rapporto recentemente pubblicato, l’Institute for the study of war (Isw) ha osservato un aumento dell’impiego di tecnologie satellitari nella guida dei droni russi, consentendo attacchi a lunga distanza aggirando alcune difese elettroniche ucraine. Parallelamente, osservatori militari e blogger filo‑russi attivi su Telegram hanno iniziato a riferire interruzioni di connettività Starlink a partire dalla notizia delle misure di blocco: alcuni hanno scritto che “le antenne Starlink sono fuori uso” dopo un aggiornamento software e che questa perdita di collegamento è percepita come un problema operativo per le unità al fronte.Queste testimonianze e reportage, pur non essendo equivalenti a prove tecniche indipendenti, costituiscono un corpus di evidenze giornalistiche e open‑source che indica come Starlink sia stato impiegato in modi imprevisti nel conflitto, sollevando interrogativi su come terminali satellitari destinati ad uso civile o umanitario possano essere devia­ti o catturati per usi militari, e su quanto sia difficile controllare l’accesso alle tecnologie in un teatro di guerra moderno.