FELTRINO (BELLUNO) - Litigano perché lui torna a casa ubriaco e le mette le mani al collo cercando di strangolarla. Lei riesce a liberarsi, ma l'uomo la raggiunge nuovamente e le provoca delle escoriazioni.

Una serata drammatica per la donna che si è dovuta rivolgere al pronto soccorso di Feltre e poi ha sporto denuncia nei confronti del suo compagno, che quando era alterato dall'alcol diventava irriconoscibile. Ora il 39enne residente nel Feltrino (che è difeso dall'avvocato Carlo Vigna) dovrà rispondere di lesioni nei confronti della sua compagna (in giudizio con l'avvocato Liuba D'Agostini). I fatti contestati nel capo d'imputazione che è arrivato ieri sul banco del giudice Federico Montalto, nell'aula del primo piano del Palazzo di giustizia, risalgono al 17 maggio 2024.

Era sera. L'uomo, che è un operaio, dopo l'orario di lavoro si era fermato al bar e poi era rincasato. Aveva alzato il gomito. Era diventata un'abitudine che aveva preso in quel periodo e che spesso lo faceva litigare con la compagna, che gli chiedeva di rincasare senza fare tappe che poi lo avrebbero alterato. In quella circostanza lui ebbe uno scatto d'ira e le saltò addosso, mentre era distesa a letto.

La immobilizzò con la sua coscia e le tenne due dita sul collo e l'altra mano sul petto, premendo e mollando per un minuto impedendole di respirare normalmente. La donna prese non poca paura, cercò di dimenarsi per fuggire alla presa mentre l'uomo le diceva frasi come «Ti ammazzo». Una volta riuscita a liberarsi, la donna uscì dalla camera e fuggì in cucina, ma anche l'imputato, velocemente, la raggiunse e le mise ancora le mani al collo, le chiuse la bocca per evitare che lei urlasse e le procurò lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.