Gli autori della nota sono Alessandro Valfrè e Giampaolo Galli

Ogni anno dal 2012 un network di accademici, tra i quali John F. Helliwell, Richard Layard e Jeffrey D. Sachs, pubblica un voluminoso rapporto, detto World Happiness Report in cui si indaga sul legame esistente tra un indicatore del livello di soddisfazione della vita e alcune variabili socio-economiche. Lo scopo iniziale degli autori era quello di mostrare che il Pil è una variabile insufficiente per cogliere il livello di benessere di una nazione. Altre variabili non economiche, come la generosità, il supporto sociale, l’aspettativa di vita in buona salute, la libertà di prendere decisioni e la percezione della corruzione dovrebbero essere altrettanto importanti e dovrebbero quindi informare le decisioni di policy. La nostra analisi mostra che molte di queste variabili non economiche in realtà dipendono dal Pil nel senso che, ad esempio, il supporto sociale o l’aspettativa di vita sono strettamente connesse con la solidità del sistema di welfare, il quale a sua volta è più sviluppato nei Paesi ricchi. Il Pil non è la sola determinante della soddisfazione di vita, ma ne rappresenta certamente una componente decisiva.

Cos’è il Whr