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Daniele Rocca 07 febbraio 2026

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Altro show in sala stampa. Stavolta però sul palco dello studio televisivo di Formello non c'è Lotito. E a prendersi la scena è il Fabiani. Chiede di abbassare i toni, poi però non le manda a dire. L'attacco all'ex calciatore Massimo Piscedda e al procuratore di Romagnoli, Enzo Raiola. Sventola con vanto la denuncia ai carabinieri per i presunti tentativi di disturbo di soggetti terzi nei confronti della Lazio durante le trattative invernali. E quindi? Il direttore sportivo butta nel calderone ingredienti alla rinfusa, salvo tendere la mano ai tifosi. Gli stessi che hanno deciso di lasciare lo stadio vuoto in occasione di Lazio-Genoa per il mercato invernale («Non ci siamo indeboliti») e che replicheranno la protesta anche a San Valentino contro l'Atalanta. «La Lazio è di tutti!», afferma con forza Fabiani. Peccato che qualche settimana fa Lotito avesse parlato di proprietà privata e avesse urlato nella stessa stanza «La roba è mia e qui comando io». Il diesse però va avanti per la sua strada: «La Lazio è un patrimonio di tutti i tifosi, della città». Poi l'attacco al suo predecessore Tare: «Caro presidente, se si è creata questa cosa è perché con la tua generosità hai concesso negli anni che i tuoi collaboratori ti raccontassero verità diverse accumulando problemi su problemi».