CORTINA (BELLUNO) - Dietrofront: scuole chiuse a Cortina nei giorni clou dei Giochi. La decisione è arrivata ieri. Messa nero su bianco in un ordinanza della Prefettura che appare come una inversione a “u” rispetto a quanto emerso appena qualche giorno fa, sempre da un vertice prefettizio. Ma evidentemente ci sono forze di causa maggiore a dettare questa nuova scelta. Forze di causa maggiore che a quanto pare sarebbero arrivate direttamente da Roma e avrebbero origine da rumors sempre più consistenti sulle partecipazioni di leader mondiali a Cortina. Oltre al presidente della Repubblica Mattarella, sembra di capire, ci sarebbero anche altre figure di spicco della politica planetaria. E al momento attuale è impossibile escludere qualcuno. Quindi, potrebbe arrivare sulle Dolomiti anche Jd Vance, vice presidente Usa. Ecco perché è meglio essere pronti a qualsiasi evenienza. Che significa avere a disposizione tutti i parcheggi e le aree di sosta che ci sono, comprese quelle delle scuole.

Il documento firmato ieri dal prefetto di Belluno Antonello Roccoberton ordina la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado siti nel Comune di Cortina nelle giornate 10, 11 e 12 febbraio (i giorni delle prime medaglie per slittino, sci femminile e soprattutto del Super G sulle Tofane). La novità è doppia: intanto la chiusura, che fino a pochi giorni fa era stata esclusa, in quanto l'attività didattica non incide – così si diceva a margine di un vertice in Prefettura – sulla logistica per le Olimpiadi, né quella delle gare né tantomeno quella degli spettatori. E poi il fatto che verranno chiuse tutte le scuole, dalle primarie alle superiori, mentre in un primo momento l'ipotesi era di lasciare aperte le elementari, visto che una chiusura avrebbe comportato conseguenze di gestione per diverse famiglie, molte delle quali operano nel turismo, settore impegnatissimo in queste giornate olimpiche. Del resto, le motivazioni precisate nelle premesse dell'ordinanza della Prefettura non lasciano spazio a margini di manovra: «È attesa la partecipazione di numerose personalità estere, in rappresentanza dei 92 Paesi partecipanti, di atleti, di delegazioni sportive, di autorità nazionali e internazionali» si legge. E ancora, «è emersa l'esigenza, rappresentata da Fondazione Milano Cortina 2026 di chiusura degli istituti scolastici di Cortina nelle giornate dal 10 al 12 febbraio, coincidenti con momenti particolarmente critici per la mobilità olimpica». In realtà, non più tardi della settimana scorsa le criticità della mobilità olimpica erano state escluse. Ma è evidente che l'ansia organizzativa di Fondazione MiCo, che ha palesato diverse falle, ha partorito qualche telefonata da Roma. E poi – così continua l'ordinanza prefettizia - «dagli ulteriori approfondimenti eseguiti, è emersa l'opportunità di procedere alla chiusura degli istituti scolastici di Cortina per i giorni 10 e 12 febbraio, per eccezionali esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, in considerazione anche del rilevate impatto sulla mobilità cittadina del servizio di trasporto spettatori predisposto attraverso un sistema di navette provenienti dalle stazioni ferroviarie e dai parcheggi scambiatori».