Non sono state modificate le imputazioni originarie. La più pesante è quella di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale
Ci sono anche Nicola e Fabio Riva, ex proprietari dell'Ilva, e l'ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, tra i 21 rinviati a giudizio (18 persone fisiche e tre società) dal gup di Potenza Francesco Valente nell'ambito dell'inchiesta 'Ambiente Svenduto'. Il non luogo a procedere per morte del reo è stato disposto per due imputati. Il processo si dovrà rifare, dopo l'annullamento della sentenza di primo grado, anche per l'avvocato Francesco Perli e i 'fiduciari' Giovanni Rebaioli, Agostino Pastorino ed Enrico Bessone, gli ex dirigenti Salvatore De Felice, Ivan Dimaggio, Marco Andelmi, Angelo Cavallo e Salvatore D'Alò, l'ex consulente della Procura Lorenzo Liberti.
Non sono state modificare le imputazioni originarie. La più pesante è quella di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, all'avvelenamento di sostanze alimentari e all'omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. Alcuni capi area e capi reparto rispondono di cooperazione in omicidio colposo in relazione agli incidenti sul lavoro che costarono la vita agli operai Claudio Marsella e Francesco Zaccaria. A giudizio per la responsabilità amministrativa degli enti Ilva Spa, Partecipazioni industriali spa e Riva Forni Elettrici.









