Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

6 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:45

È bufera con interrogazioni depositate e annunciate sul decreto di nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della Reggia di Caserta che, oltre a essere uno dei più importanti poli museali e storici d’Italia è anche patrimonio dell’umanità Unesco. Il nuovo Cda è infatti composto dal direttore pro tempore della Reggia, Tiziana Maffei e da quattro membri. Tra loro, spicca il nome di Paolo Santonastasio, avvocato civilista con uno studio legale a Caserta, già consigliere comunale e provinciale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Caserta da marzo 2025. Per Partito democratico e Movimento 5 Stelle si tratta dell’ennesima nomina che segue “la logica della spartizione e del favore politico”. Ma la nomina lascia interdetti anche esponenti di Forza Italia. E se partono le accuse dal Pd (“Giù le mani dalla Reggia di Caserta) e dal M5S (“Un atto vergognoso”), il diretto interessato replica piccato e sarcastico. E rilancia, accusando la gestione del Pd della Regione Campania “nota per il clientelismo a base di fritture di pesce” e tirando in ballo un celeberrimo discorso dell’ex governatore Vincenzo De Luca sul clientelismo rivolto agli amministratori locali e finito con una inchiesta archiviata. Scambio di accuse a parte, il problema resta. Perché i protocolli di gestione Unesco sono molto rigidi e impongono un’assoluta neutralità gestionale. “Le decisioni assunte dal ministro Giuli – sostiene il Pd – potrebbero esporre il nostro Paese a rilievi e persino a una procedura di infrazione in sede Unesco”.