Milano, 6 feb. (askanews) – Cosa c’è di normale nel dolore? La vera domanda che sorge dopo uno spettacolo intenso e dirompente non può che essere questa. E in un’epoca dominata da notifiche e schermi luminescenti, il TAM Teatro Arcimboldi offre un’oasi rara: un teatro che si vive pienamente, senza cellulari. All’ingresso dello STM Studio, il pubblico consegna il proprio smartphone in una busta sigillata, un rituale semplice ma rivoluzionario che trasforma la platea in un’isola di attenzione assoluta.
Qui, “Next to Normal”, il pluripremiato musical di Tom Kitt e Brian Yorkey, esplode in tutta la sua potenza emotiva, raccontando con crudezza e poesia, armonia e rotture, la lotta di Diana Goodman contro il disturbo bipolare e i traumi familiari. Un dolore molto femminile, intenso e dominante che diventa un fantasma per tutti coloro che la amano.
La regia di Costanza Filaroni, con l’adattamento magistrale di Marco Iacomelli, è un capolavoro di equilibrio: fluida, intensa, con transizioni sceniche che amplificano il dramma psicologico senza mai appesantire. Le luci e le proiezioni dialogano alla perfezione con la partitura musicale, creando un’atmosfera intima e avvolgente nello spazio compatto ma versatile dello STM Studio. Ma è il cast a rubare la scena: gli attori, capitanati da una strepitosa interprete nel ruolo di Diana – dal timbro vocale straziato e autentico – incarnano personaggi complessi con una naturalezza disarmante. Ogni nota, ogni gesto, trasuda verità, rendendo lo spettacolo un’esperienza catartica che arriva dritta al cuore.








