Lusso e povertà, due rette parallele o due parole destinate ad intrecciarsi e soprattutto a scontrarsi in Italia sul tema del lavoro e, di conseguenza, anche della vivibilità delle persone? Di questo si parla a “Dritto e Rovescio”, programma d’approfondimento e d’attualità di Rete4, condotto in prima serata da Paolo Del Debbio. Ospiti in studio ci sono Giuliano Granato, di Potere al Popolo, e l’imprenditore della nightlife milanese Gio’ Urso, due mondi diametralmente opposti.

Urso lamenta troppe chiacchiere e poca voglia di lavorare: “Io le rape non so quanto costano, so quanto costa una bottiglia di Dom Pérignon. Vado a letto alle 6 del mattino e mi sveglio a mezzogiorno. Non è che gioco, lavoro 14 ore al giorno, ho la fortuna di avere clienti danarosi, non capisco dove sia il problema. L'ultimo cliente ieri ha speso 13.800 euro. Fate come Granato che è sempre a favore delle proteste. Sono con quegli imprenditori che alle 7 del mattino alzano la saracinesca e pensano a come pagare i dipendenti durante il giorno. A cosa serve protestare? Bisogna lavorare!”. Granato ribatte: “Non sono due rette parallele il lusso e la povertà, perché il lusso si basa su questa povertà, perché anche nella filiera degli appalti della Ferrero, ad esempio, le persone che confezionano la sua cioccolata guadagnano 7-8 euro lordi l'ora. La ricchezza di questi pochissimi è frutto dello sfruttamento di tantissimi. Io sono a favore di questi tantissimi e mi batto ogni giorno, perché non è che chi protesta non lavora”.