L'ambasciata d'Italia a Kabul, ricollocata a Doha, in collaborazione con Tornabuoni Arte, ha organizzato un evento speciale dedicato alla figura di Alighiero Boetti (1940-1994) e ai suoi legami con l'Afghanistan, nel contesto della fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea Art Basel Qatar che si tiene a Doha fino a domani.
Boetti ha fatto parte del gruppo Arte povera ma è stato anche uno dei primi a distaccarsene.
Attraverso le opere esposte, realizzate durante i soggiorni dell'artista a Kabul tra il 1971 e il 1979, sono state approfondite le suggestioni evocate dai suoi viaggi nel Paese, che hanno influenzato la successiva produzione dell'artista, in un rapporto particolarmente intenso con l'Afghanistan, fonte di una ricerca creativa originale e di una concezione dell'arte come spazio di incontro tra linguaggi e visioni del mondo.
Le sue collaborazioni con le artigiane afgane e il ricorso al ricamo come pratica artistica rappresentano un esempio emblematico di questo dialogo interculturale, fondato sul rispetto, sulla cooperazione e sulla valorizzazione dei saperi locali.
Nella narrazione dell' esperienza di Alighiero Boetti in Afghanistan è stata inoltre ricordata l'apertura a Kabul nel 1971 del "One Hotel", nel quartiere di Shar-e Naw, ulteriore tassello di un mosaico umano che simboleggia l'omaggio ai principi dell'ospitalità e della cura, fondamentali nella cultura del popolo afgano.








